ACHILLE E PATROCLO: UN AMORE TRAGICO (LA STORIA COME DOVREBBE ESSERE INSEGNATA)

ACHILLE E PATROCLO: UN AMORE TRAGICO (LA STORIA COME DOVREBBE ESSERE INSEGNATA)

Patroclo e Achille erano amanti, questo è fuori discussione oggi (anche se a scuola continuano a dirci che erano amici), ma chi era l'eromenes e chi l'erastes? Nel IV secolo a.C. il ruolo della coppia fu cambiato, perché un eroe come Achille non poteva essere un amante "passivo". 

Per gli antichi greci l'amicizia tra due uomini era una virtù, non solo era ben considerata, ma era anche incoraggiata nel campo dell'insegnamento o dell'esercito. Generalmente un giovane adolescente di 16 anni o più (erómenos, amato) era unito ad un adulto (erastés, amante) I greci lo consideravano un elemento essenziale della loro cultura.
I greci consideravano normale che un uomo fosse attratto dalla bellezza di un giovane, tanto o più di quella di una donna. La mitologia greca gli ha dato grande importanza: Zeus e Ganimede, Apollo e Giacinto, Achille e Patroclo. La storia ci racconta anche la vita dei membri del battaglione sacro di Tebe di cui abbiamo parlato QUI


In questo contesto entra la storia di Achille e Patroclo, amici e amanti da quando erano molto giovani. Entrambi si sono imbarcati nell'avventura di Troia. Lì l'eroe troiano offese Apollo uccidendo nel suo tempio un ragazzo di 19 anni che resisteva a essere amato da lui.

Le rappresentazioni antiche mostravano Patroclo come l'adulto (erastes), mentre Achille era l'amante più giovane e passivo (eromenos). Le contraddizioni sulle biografie di questi personaggi mitologici sono abbastanza comuni. Platone ne "Il banchetto" indica Patroclo come l'"erastes" (adulto e attivo) e Achille l'"eromenos" (passivo e giovane).   Dal IV secolo a.C. cambiarono il ruolo. Questa immagine è del V secolo a.C., mostra Patroclo, con la barba, e Achille, senza barba, è forse la migliore rappresentazione conosciuta del rapporto tra i due: 

Achille cura Patroclo, adulto e con barba

Dopo un lungo assedio Achille rapisce la principessa Briseis, di cui si innamora. Ma quando il re Agamennone la vede, costringe a consegnarla. La lite si conclude con l'abbandono da parte dei Pelagiani dell'assedio di Troia. Ma Patroclo non lo capisce, pieno di rabbia e gelosia, strappa l'armatura del suo amante e sfida Ettore, il principe troiano. Nonostante la forza ineguale, la lotta è equilibrata, fino a quando il dio Apollo, arrabbiato, colpisce il giovane guerriero e permette a Ettore di ucciderlo.

Achille e il corpo di Patroclo

Quando Achille sente l'amara notizia, piange e si rotola a terra, sopraffatto dal dolore. I suoi amici hanno portato il corpo di Patroclo dal campo di battaglia, ma lui non permette loro di seppellirlo. Si stende su di lui, cingendogli le braccia, singhiozzando disperatamente. Sua madre, Teti, venne a confortarlo. "Figlio mio, per quanto tempo continuerai a piangere con gli occhi persi nel dolore, senza mangiare né dormire? Anche giacere con le donne e innamorarsi di loro è buono". Ma Achille non riuscirà a pensare a nient'altro che al suo compagno innamorato, che rimprovera amaramente per aver scherzato con la sua vita:

"Non hai avuto riguardo per la mia pura riverenza per il tuo corpo, ingrato nonostante i nostri numerosi baci".

Achille veglia il cadavere di Patroclo

Questa storia fa anche riflettere su come certi pregiudizi, in questo caso nei confronti di chi effettui il ruolo passivo, figli del maschilismo, sono molto antichi come da noi spiegato in questo articolo tempo fa: CHE C'È DI MALE AD ESSERE PASSIVO IN UN RAPPORTO GAY?

FONTE: https://leopoldestape.blogspot.com/2021/03/aquiles-y-patroclo-historia-de-un-amor.html

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