FRANCESCO ALOISI, IL "GANIMEDE" DI PAPA GIULIO II (LA STORIA COME DOVREBBE ESSERE INSEGNATA)

FRANCESCO ALOISI, IL "GANIMEDE" DI PAPA GIULIO II (LA STORIA COME DOVREBBE ESSERE INSEGNATA)

Francesco Aloisi è stato l'amate favorito di papa Giulio II e tutti a Roma sapevano la predilezione del Papa per i giovani efebici, ma la storia ufficiale tace questa e altre notizie del Vaticano. Ecco la loro storia.


Francesco Aloisi fu l'accompagnatore di Giuliano della Rovere durante la sua carriera ecclesiastica. Quando Giuliano della Rovere divenne papa Giulio II, dal 1503 al 1513, Francesco ebbe una carriera ecclesiastica folgorante: fu nominato vescovo, poco dopo cardinale e cancelliere privato del papa, tesoriere generale della chiesa e abate commendatario di San Salvatore di Spungia, ignorando le proteste unanimi del collegio cardinalizio. Il cronista veneziano Girolamo Priuli lo menziona nei suoi diari come "favorito e 'Ganimede' del Papa".


Conosciamo papa Giulio II come patrono e protettore di artisti come Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio e come colui che iniziò la costruzione dell'attuale Basilica Vaticana. Ha commissionato a Michelangelo gli affreschi della Cappella Sistina o la costruzione della propria tomba, incompiuta, con l'impressionante scultura del Mosè. Giulio II trasformò Roma nel centro del Rinascimento italiano. La Cappella Sistina era in onore di suo zio Papa Sisto IV.

Una volta diventato papa, entrò in guerra contro tutti i suoi vicini per riconquistare dei feudi. Combattè contro i veneziani e i francesi e autorizzò Ferdinando il Cattolico ad annettere Navarra con il pretesto che questo regno appoggiava gli albigesi.

Secondo lo storico Manuel Valdiveso Fontán, Ferdinando il Cattolico, conoscendo il gusto del Papa per i giovani efebi, mandò nelle stanze del papa il figlio di Colombo, un ragazzo molto bello di 22 anni, per fargli firmare la bolla che gli dava il permesso di invadere la terra di Navarra.

La predilezione di Giulio II per i giovani ragazzi provocò molti commenti scherzosi da parte dei suoi nemici, come questa poesia:

    Ritorna o padre santo al tuo San Pietro,
    e stringi el freno al tuo caldo desiderio,
    invece che, [muoversi] per far centro e poi fallire,
    recha altrui più disonor che rimaner fermo.
    Per strali e lanze di carne e di vetro,
    el Bentivojo non vorà partire,
    possa che intenda, che non poi finire, arrivare,
    benche sia [ci sia] chi te spinge ognhor da dietro. (...)
    Ti basti esser provisto
    de Corsso, de Tribiam, de Malvasia,
    e de' bei modi assai de sodomia;
    et meno biasmo te fia
    col Squarzia e Curzio nel sacro palazo
    tenir a bocha il fiasco, e in culo il cazo"  


O una “pasquinata” del 1534 (Pasquino è la più celebre statua 'parlante' di Roma, gli si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, diretti a farsi beffe anonimamente di personaggi pubblici più importanti):

    "I ruffiani guidarono Sisto, i sodomiti passivi Giulio;
    e tu, buffone, reggi ora l'impero del fatuo Leone"


O quanto scrisse il capo degli ugonotti Philippe de Mornay:

    "ometterei volentieri quegli altri [epigrammi] dello stesso autore, se non fosse che cadono a proposito:
    Venne in Italia stimato di indole rara
    un tedesco; ne ritornò, da ragazzo, donna fatta.
    Questo orrore è attribuito al questo buon Giulio.
    E del pari si leggi in un libro dei nostri teologi di Parigi, di due giovanissimi gentiluomini da lui stuprati, che la regina Anna, moglie di re Luigi XII, aveva raccomandato al cardinale di Nantes, per accompagnarli in Italia"

FONTE: https://leopoldestape.blogspot.com/2021/09/francesco-alidosi-el-ganimedes-de-julio.html

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