I TALEBANI TAGLIANO A PEZZI IL CORPO DI UN RAGAZZO GAY PER MOSTRARE IL FUTURO DELLE PERSONE LGBT IN AFGHANISTAN

I TALEBANI TAGLIANO A PEZZI IL CORPO DI UN RAGAZZO GAY PER MOSTRARE IL FUTURO DELLE PERSONE LGBT IN AFGHANISTAN

In Afghanistan la situazione per le persone LGBT, che già era tremenda, è peggiorata a causa della vittoria dei talebani. Ecco questa straziante storia raccontata dal suo ragazzo.

Nonostante i talebani siano abbastanza tolleranti verso il sesso tra uomini, purché se nell'anonimato e tra uomini sposati (immaginano che all'essere sposati, non siano gay pur facendo sesso gay, come spiegato in questo articolo), sono viceversa fortemente omofobi nei confronti dei gay che non si sposano e che vogliano avere la loro identità, come dimostrato in questa terribile storia.

'Gabir', pseudonimo che useremo per proteggere la sua identità, è un ragazzo afgano di 26 anni che otto mesi fa ha incontrato un collega di 24 anni all'università, collega di cui si è innamorato e con cui ha iniziato una relazione. Gabir ha raccontato al giornale "I News" il finale straziante della loro storia d'amore.

Gabir e il suo ragazzo avevano dei progetti: finire l'università e lasciare l'Afghanistan per potersi sposare e formare una famiglia. Il 15 agosto erano seduti in un ristorante di Kabul quando è successo ciò che molti cittadini temevano: i talebani prendevano il controllo della città.

Il caos era enorme. Si sono salutati velocemente e ognuno è tornato a casa nell'incertezza di questa nuova situazione.

Da quel momento in poi, Gabir non ha potuto più contattare il suo ragazzo. Internet era fuori uso e anche la connessione telefonica. "Alle 5 o alle 6 mio fratello mi ha detto che era successo qualcosa, che 'dovresti contattare i tuoi amici'. "Quando ho chiamato i miei amici, il telefono di tutti è spento".
Da un amico Gabir ha scoperto cosa è successo a suo ragazzo. "Sono arrivate due macchine con dentro i talebani. Hanno detto: 'Dov'è casa sua?', e l'hanno picchiato di brutto. Lo hanno portato via, nessuno sa dove, e poi lo hanno ucciso. E poi hanno detto che hanno riportato il suo corpo tagliato a pezzi per mostrare alla gente che 'questo è ciò che facciamo con gli omosessuali'.

Al profondo dolore di Gabir si è aggiunto il terrore per una telefonata che aveva ricevuto giorni prima e che ora sembrava potesse diventare una realtà: "So che sei gay, sappiamo tutto di te, hai tre o quattro amici che sono gay, hai un ragazzo. Una volta che ci saremo stabiliti qui a Kabul, non vi lasceremo vivere. Se ti troviamo, ti uccideremo", gli è stato detto.

Dall'omicidio del suo ragazzo, Gabir è in fuga. "Sono sicuro al 100% che morirò. Non c'è speranza per me. In un messaggio straziante al governo britannico, Gabir ha aggiunto: "Voglio solo lasciare questo paese. Non voglio morire. Non voglio essere ucciso e fatto a pezzi come hanno fatto con il mio ragazzo. Meritiamo di vivere... Per favore, per favore, per favore, salvateci".

In Afghanistan la situazione per le persone LGBT, che già era precaria, è peggiorata a causa della vittoria dei Talebani, vittoria decisa a tavolino con gli USA dagli accordi di Doha. Non dimentichiamo infatti che prima dell'intervento USA, solo una parte del paese era sotto il controllo di queste milizie, mentre ora lo è tutto.

FONTE: http://ovejarosa.com/los-talibanes-cortan-en-pedazos-el-cuerpo-de-un-chico-gay-para-mostrar-el-futuro-de-las-personas-lgtb/

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